- Mangimi semplici: formati da sostanze animali o vegetali senza l'apporto di altri nutrienti particolari
- Mangimi completi: ora come ora sono i più utilizzati per la rapidità di somministrazione ed anche, perché no, l'ottimo apporto nutritivo. Come dice il nome sono completi e quindi teoricamente non necessitano di integrazioni che però, se effettuate in modo oculato, di certo male non fanno
- Mangimi complementari: contengono determinate sostanze e devono essere usati solo ed esclusivamente come integrazione e non possiamo pensare di adoperarli come alimento primario
martedì 3 maggio 2011
Alimentazione del kurzhaar adulto
Quello dell' alimentazione è un capitolo di fondamentale importanza in quanto da quest'ultima dipende in buona parte lo stato di salute del nostro cane. La razione di cibo che andremo a somministrare potrà essere composta sia da mangimi già pronti che da alimenti che prepareremo personalmente, tenendo ovviamente di conto quelle che sono le esigenze primarie che ha un animale fondamentalmente carnivoro come è il cane. La carne sarà infatti l'alimento principale che andremo a preparare noi stessi, questa può essere servita sia cruda che poco scottata o cotta e buona norma a mio parere è quella di non far mai mancare un pò di carne nella razione giornaliera, anche se somministriamo un mangime completo. Importante, come nelle diete fatte per noi uomini, è l'equilibrio che deve esserci nell' apporto di nutrienti in quanto una dieta equilibrata porterà benefici al cane da un punto di vista della salute, della bellezza del pelo e dell'apporto energetico necessario per l'attività venatoria. Gli alimenti che possiamo somministrare in ausilio al mangime sono molti: latte, formaggi, uova, verdura, frutta, pesce, grasso e così via, in pratica buona parte degli alimenti che consumiamo noi stessi. Non mi stancherò mai di ripetere l'importanza della varietà dei cibi somministrati che portano inevitabilmente ad una completezza di nutrienti che forniamo al nostro cane. Il capitolo mangimi è molto vasto e ogni ditta fornisce una vasta gamma di prodotti con prezzi adatti a tutte le tasche, comunque sia possiamo classificare i mangimi in tre categorie principali:
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sabato 30 aprile 2011
Derby continentali a Lajatico
Come di sicuro sapranno tutti gli appassionati di kurzhaar, e di cani da ferma continentali in genere, nelle due giornate del 19 e 20 marzo si è disputato in terre toscane il Derby 2011 per le razze da ferma continentali. Evento attesissimo e di indubbia importanza come lascia infatti trasparire l'altissimo numero di cani iscritti, ben 122 quest'anno, divisi in 3 batterie. La prima di queste batterie era composta da continentali italiani: 22 bracchi e 16 spinoni. Le altre due di continentali esteri: 39 breton, 26 kurzhaar, 4 drathaar, 3 korthaal e 1 weimaraner. Le condizioni meteorologiche avverse che avevano colpito i terreni di gara hanno messo a serio rischio la disputa di questa rassegna che però, grazie ad un consiglio organizzativo molto competente e giudizioso, è stata portata a termine. Come ormai sempre più spesso accade osservare, hanno spiccato ai primi posti della classifica cani appartenenti ad allevatori professionisti anche se la presenza di "gente comune" era molto forte. Vi fornisco quindi la classifica finale del Derby 2011
Continentali esteri
1 ECC CAC Pradellinensi's Fata K p. Zucci c. Busca
2 ECC Ris CAC Eva del Somi K p. Marini c. Nobile
3 ECC Pradellinensi's Guapo K p. Zennaro c. Patrignani
ECC Reno EB p. Bongi c. Selmi
ECC Zed EB p. Roccano c. Bianucci
MB Cora D p. Mancini c. Cigal
MB Tango K p. Pieghi c. Tieghi
CQN Kalè EB p. Atti c. Occhi
Continentali italiani
1 ECC CAC Taro BI p. Scevi c. Tognolo
2 ECC Ris CAC Asya SP p. Roncallo c. Giacchero
3 ECC Athena SP p. Valdesi c. Nelli
ECC Tomas BI p. Scevi c. Tognolo
Continentali esteri
1 ECC CAC Pradellinensi's Fata K p. Zucci c. Busca
2 ECC Ris CAC Eva del Somi K p. Marini c. Nobile
3 ECC Pradellinensi's Guapo K p. Zennaro c. Patrignani
ECC Reno EB p. Bongi c. Selmi
ECC Zed EB p. Roccano c. Bianucci
MB Cora D p. Mancini c. Cigal
MB Tango K p. Pieghi c. Tieghi
CQN Kalè EB p. Atti c. Occhi
Continentali italiani
1 ECC CAC Taro BI p. Scevi c. Tognolo
2 ECC Ris CAC Asya SP p. Roncallo c. Giacchero
3 ECC Athena SP p. Valdesi c. Nelli
ECC Tomas BI p. Scevi c. Tognolo
giovedì 28 aprile 2011
Alimentazione del cucciolo
Di solito i cuccioli vengono prelevati dalla madre intorno ai 60 giorni, età in cui riescono già a nutrirsi da soli, ma potrebbe anche capitare di perdere la madre durante il parto e di trovarci quindi a dover nutrire molte bocche affamate. Partiamo dal presupposto che il latte di cane è molto più grasso e proteico del normale latte di mucca o capra e con un minor contenuto di lattosio. Per nutrire i piccoli quindi non ci possiamo servire del latte in busta che compriamo al supermercato così come esce dalla confezione, ma dobbiamo cercare di arricchirlo con panna da cucina, tuorlo d'uovo e integratori vitaminici. La frequenza delle "poppate" dovrà essere di una somministrazione ogni circa 2 ore, escluse le ore notturne. Comunque sia, a parte questi rimedi caserecci vi consiglio, come faccio sempre, di rivolgervi anche al vostro veterinario di fiducia per essere ancor più certi di non mettere a rischio la salute dei vostri cuccioli. Arrivati ai 20 giorni di età i cuccioli saranno in grado di nutrirsi da soli attraverso un poppatoio che potremo reperire in commercio. Finalmente arrivati sui 35-40 giorni potremo cominciare a somministrare i primi pasti solidi che ovviamente dovranno essere di ottima qualità, il che presuppone che abbiamo come caratteristiche principali l'alta digeribilità e l'adeguato apporto nutrizionale. Dobbiamo sempre fare in modo di somministrare piccole razioni in modo che siano consumate in 10 minuti circa, in quanto le ciotole, dopo questo lasso di tempo saranno tolte e ripulite bene dagli avanzi.
Ci vediamo al prossimo post nel quale l'argomento sarà ancora alimentazione, ma questa volta del kurzhaar adulto.
Ci vediamo al prossimo post nel quale l'argomento sarà ancora alimentazione, ma questa volta del kurzhaar adulto.
giovedì 21 aprile 2011
Scegliamo un cucciolo
Come vi ho già preannunciato, un pò di tempo fa sono andato a visionare e prenotare un cucciolo di kurzhaar. Vediamo quindi quali sono i principali fattori che una persona deve tener sempre presenti quando va a scegliere un cucciolo da una cucciolata.
Innanzi tutto, se possibile, sarebbe meglio rivolgersi ad un allevatore di fiducia, che con la sua esperienza riuscirà di certo a consigliare in modo adeguato anche i meno esperti. Nel caso in cui non si conoscesse nessun allevatore, è buona norma farsi accompagnare da persone più esperte di noi che ci possano consigliare al meglio. Ci sono comunque alcune regole fisse di cui tener conto quando andiamo a scegliere il cucciolo. Prima su tutte a mio parere è la vivacità che devono esprimere i cuccioli; mai scegliere quei cuccioli che rimangono in disparte con un atteggiamento evidentemente impaurito o sospettoso dato che sarà molto probabile che, anche una volta cresciuti, mantengano questo carattere timoroso rendendoli inadeguati alla caccia. La paura dei rumori improvvisi infatti è un altro parametro di cui tener di conto, senza esagerare. Un semplice battito delle mani può bastare per farsi un'idea se il cucciolo è timoroso oppure no. Osservati gli aspetti caratteriali più importanti, a questo punto passeremo ad un' analisi più fisica diciamo. Partiamo dalla coda che innanzi tutto non deve essere né troppo lunga, né troppo corta e il cucciolo dovrebbe tenerla leggermente più alta della linea della schiena; una coda tenuta troppo bassa sarebbe sintomo di paura, mentre un'altra tenuta verticalmente starebbe ad indicare un forte temperamento del cane, penalizzandolo però da un punto di vista estetico. Controllare poi le fattezze e la robustezza di zampe e piedi che dovranno essere, le prime ben dritte e i secondi compatti e privi di malformazioni. Stare infine attenti alla presenza di depigmentazioni su naso, labbra e tartufo in quanto questo fattore potrebbe essere indice di consanguineità. Non vi scordate di portare subito il vostro cucciolo dal veterinario per una visita più approfondita che tolga ogni dubbio sullo stato di salute del piccolo.
Bene, a questo punto avete le dritte principali per dare un giudizio di massima su un cucciolo di kurzhaar.
Ci vediamo al prossimo intervento, dove vi parlerò dell' alimentazione più appropriata per il cucciolo.
Innanzi tutto, se possibile, sarebbe meglio rivolgersi ad un allevatore di fiducia, che con la sua esperienza riuscirà di certo a consigliare in modo adeguato anche i meno esperti. Nel caso in cui non si conoscesse nessun allevatore, è buona norma farsi accompagnare da persone più esperte di noi che ci possano consigliare al meglio. Ci sono comunque alcune regole fisse di cui tener conto quando andiamo a scegliere il cucciolo. Prima su tutte a mio parere è la vivacità che devono esprimere i cuccioli; mai scegliere quei cuccioli che rimangono in disparte con un atteggiamento evidentemente impaurito o sospettoso dato che sarà molto probabile che, anche una volta cresciuti, mantengano questo carattere timoroso rendendoli inadeguati alla caccia. La paura dei rumori improvvisi infatti è un altro parametro di cui tener di conto, senza esagerare. Un semplice battito delle mani può bastare per farsi un'idea se il cucciolo è timoroso oppure no. Osservati gli aspetti caratteriali più importanti, a questo punto passeremo ad un' analisi più fisica diciamo. Partiamo dalla coda che innanzi tutto non deve essere né troppo lunga, né troppo corta e il cucciolo dovrebbe tenerla leggermente più alta della linea della schiena; una coda tenuta troppo bassa sarebbe sintomo di paura, mentre un'altra tenuta verticalmente starebbe ad indicare un forte temperamento del cane, penalizzandolo però da un punto di vista estetico. Controllare poi le fattezze e la robustezza di zampe e piedi che dovranno essere, le prime ben dritte e i secondi compatti e privi di malformazioni. Stare infine attenti alla presenza di depigmentazioni su naso, labbra e tartufo in quanto questo fattore potrebbe essere indice di consanguineità. Non vi scordate di portare subito il vostro cucciolo dal veterinario per una visita più approfondita che tolga ogni dubbio sullo stato di salute del piccolo.
Bene, a questo punto avete le dritte principali per dare un giudizio di massima su un cucciolo di kurzhaar.
Ci vediamo al prossimo intervento, dove vi parlerò dell' alimentazione più appropriata per il cucciolo.
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lunedì 18 aprile 2011
Il Kurzhaar nella storia
Possiamo far risalire le origini del Kurzhaar al 1800, anni in cui la caccia si stava evolvendo e si trasformava, da attività di èlite per la nobiltà, a sport praticabile da buona parte della popolazione mediamente benestante. Anche il tipo di ausiliare da utilizzare doveva quindi essere cambiato, in quanto i "nuovi" cacciatori non potevano permettersi un tipo di cane per ogni tipo diverso di caccia; serviva quindi un aiutante tutto-fare in grado sia di fermare il selvatico, che di inseguire un grosso mammifero ferito. Gli allevatori del tempo, con immaginabili difficoltà, si misero a lavoro e cominciarono a ricercare queste qualità tra le razze di cani che avevano a disposizione. I primi esemplari non assomigliavano certo ai Kurzhaar odierni da un punto di vista estetico, ma di sicuro avevano già fissato nei geni il carattere deciso e passionale di quest'ultimi. Infatti le prime forme di selezione e allevamento erano basate soprattutto sull'aspetto del lavoro, senza tener troppo di conto dell' aspetto estetico, metodo machiavellico ma senza dubbio molto veloce. Con l'avanzare degli anni cominciano a nascere in Germania i primi club specifici per la razza e quindi i primi raduni; il lavoro non è più quindi l'unica cosa importante, ma comincia ad emergere sempre più la ricerca del fattore estetico, dell'eleganza e del portamento, aspetti tipici e caratteristici del Kurzhaar odierno. Abbiamo quindi potuto apprezzare come, da un' "accozzaglia" di razze diverse, sia potuto emergere un tipo di cane così completo e adatto ad ogni tipo di lavoro, il cane che noi tutti oggi conosciamo e di cui ammiriamo le caratteristiche.
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domenica 17 aprile 2011
Il cane da ferma nella storia
La caccia è nata con l'uomo come fonte primaria di sostentamento e quest'ultimo, grazie alla sua intelligenza, ha cercato ogni modo per renderla più efficace e produttiva. Durante le battute "preistoriche" infatti, l'uomo notò come il cane, che era solito accompagnarlo durante la caccia per potersi forse accaparrare parte del carniere, fosse portato alla ricerca e alla cattura del selvatico anche più dello stesso padrone. Le antiche comunità di cacciatori quindi decisero di allevare e prendersi cura di questi animali, instaurando con loro un tacito accordo grazie al quale il cane, grazie all' addestramento, rinuncia alla selvaggina che riesce a procacciarsi per cederla invece al padrone. L'evoluzione dell' uomo è stata seguita di pari passo da un'evoluzione delle forme di addestramento del cane da caccia, il quale da "segugio" è andato sempre più a specializzarsi in altri tipi di caccia, a seconda della razza di cui faceva parte. Nascono cosi i primi cani da ferma, chiamati così appunto per il loro modo di interfacciarsi con il selvatico; non c'è più l'inseguimento della preda, ma una ferma statuaria, modo proprio di queste razze per avvertire il padrone della presenza del futuro pasto. Con questa evoluzione l'uomo medievale ha potuto così servirsi di altri animali, tipo i falchi, i quali catturavano la selvaggina che era stata segnalata dal cane da ferma; al falco pian piano sono andati a sostituirsi altri metodi, come per esempio l'utilizzo delle reti che venivano gettate davanti al cane fermo per intrappolare la selvaggina. Questa evoluzione è andata avanti sino alla scoperta della polvere da sparo e quindi la storia della caccia ha assistito all'arrivo prepotente del fucile, arma universalmente (o quasi) utilizzata al giorno d'oggi per praticare questo sport. Come abbiamo potuto vedere in queste poche righe, il cane da ferma può essere visto come simbolo della caccia stessa, in quanto ha avuto insieme a quest'ultima un'evoluzione parallela. Poi, almeno dal mio punto di vista, la caccia effettuata senza l'ausilio di un amico fidato quale è il cane, non vale la pena nemmeno di essere praticata.
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Storia della caccia
venerdì 15 aprile 2011
Lo Standard Ufficiale di Lavoro approvato dall' ENCI nel 1963 e valido per l'Italia
Ancora un post tecnico che stavolta interesserà di più la parte dei cacciatori che seguono il blog. Ancora una volta mi sembra che torni in voga la parola "Duttilità", che si addice al DK anche se trattiamo l'ambito cinofilo. Vediamo in questa razza, a seconda del terreno in cui caccia, una perfetta fusione di tutti i pregi che possiedono sia le razze inglesi (Setter Inglese, Pointer) che quelle continentali (Epagneul Breton, Drahthaar).
Vediamo quindi cosa deve saper fare un buon Kurzhaar:
1) Andatura e cerca
Partenza decisa. Azione esuberante. Galoppo continuo, energico ma non impetuoso.
Spinta del posteriore vigorosa e senza scatto accompagnata da leggere rampate dell'anteriore; falcata piuttosto raccolta; orecchio in movimento, collo proteso, testa alta e mobile che dimostra una padronanza olfattiva redditizia, pronta ad avvertire la minima emanazione; canna nasale tendente all'orizzontale. Coda portata leggermente in basso con movimento orizzontale continuo e vivace.
Cerca diligentissima e molto ampia a diagnosi rettilinee e ravvicinate.
Partenza decisa. Azione esuberante. Galoppo continuo, energico ma non impetuoso.
Spinta del posteriore vigorosa e senza scatto accompagnata da leggere rampate dell'anteriore; falcata piuttosto raccolta; orecchio in movimento, collo proteso, testa alta e mobile che dimostra una padronanza olfattiva redditizia, pronta ad avvertire la minima emanazione; canna nasale tendente all'orizzontale. Coda portata leggermente in basso con movimento orizzontale continuo e vivace.
Cerca diligentissima e molto ampia a diagnosi rettilinee e ravvicinate.
2) Quando durante la cerca ha l'errata impressione del selvatico, rallenta gradatamente l'andatura portandosi al trotto, orecchie erette, collo proteso; rimonta la sorgente di emanazione con leggera inflessione degli arti, incrociando serrato ed attentissimo. Supera l'incertezza, riprende deciso l'andatura abituale con scatto quasi rabbioso.
3) Quando, avuto lieve indizio della presenza del selvatico, se ne rende conto e va in ferma.
L'azione subisce un freno graduale per cui sollecitamente dal galoppo passa al trotto quindi, dopo qualche tempo di passo, essa si conclude nella immobilità assoluta. Testa alta, canna nasale orizzontale, orecchio retratto, occhio ardente, collo tutto fuori.
Corpo flesso sugli arti con un anteriore generalmente più avanzato e i posteriori molto flessi talvolta il corpo e' eretto e frequentemente uno degli arti sollevato.
L'azione subisce un freno graduale per cui sollecitamente dal galoppo passa al trotto quindi, dopo qualche tempo di passo, essa si conclude nella immobilità assoluta. Testa alta, canna nasale orizzontale, orecchio retratto, occhio ardente, collo tutto fuori.
Corpo flesso sugli arti con un anteriore generalmente più avanzato e i posteriori molto flessi talvolta il corpo e' eretto e frequentemente uno degli arti sollevato.
4) Quando e' certo della presenza del selvatico.
Con immediata contrazione abbassa il corpo sugli arti flessi, testa alta, collo proteso, procede cauto ma deciso, aspirando fremente l'effluvio. Talvolta ferma di scatto.
Con immediata contrazione abbassa il corpo sugli arti flessi, testa alta, collo proteso, procede cauto ma deciso, aspirando fremente l'effluvio. Talvolta ferma di scatto.
5) Quando d'improvviso si trova a ridosso del Ferma con scatto rabbioso testa leggermente sotto l'orizzontale rivolta verso il selvatico, corpo rigidissimo in posa contorta, coda adeguatamente sopra la linea dorsale.
Vi e' della bellezza nelle sue ferme, una bellezza senza eccessiva teatralità anche nelle più disparate pose, perda il suo cervello è un sagace regolatore. Di cio' ne fa fede l'espressione dell'occhio che denota perfetta padronanza della situazione.
Vi e' della bellezza nelle sue ferme, una bellezza senza eccessiva teatralità anche nelle più disparate pose, perda il suo cervello è un sagace regolatore. Di cio' ne fa fede l'espressione dell'occhio che denota perfetta padronanza della situazione.
6) Quando, dopo la ferma, guida il selvatico che cerca di allontanarsi pedinando.
Guida a testa alta decisissimo, ma prudente ed in perfetto collegamento con il conduttore, si ferma ad ogni rallentamento del selvatico tenendosi a giusta distanza la coda in movimento orizzontale diventa immobile ad ogni breve sosta. Contrazioni e flessioni sugli arti simili alla ferma.
Guida a testa alta decisissimo, ma prudente ed in perfetto collegamento con il conduttore, si ferma ad ogni rallentamento del selvatico tenendosi a giusta distanza la coda in movimento orizzontale diventa immobile ad ogni breve sosta. Contrazioni e flessioni sugli arti simili alla ferma.
N.B. - In Germania si richiedono al Kurzhaar altre importanti prestazioni, per cui lo standard di lavoro nel paese di origine è più complesso.
Per fornirvi questo Standard Ufficiale ho fatto riferimento al sito del Kurzhaar Club Italiano. www.kurzhaarclubitaliano.com
Per fornirvi questo Standard Ufficiale ho fatto riferimento al sito del Kurzhaar Club Italiano. www.kurzhaarclubitaliano.com
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